In occasione della Giornata Nazionale dello Sbattezzo, il Circolo UAAR di Cagliari ha raccolto 87 adesioni di persone che hanno deciso di uscire dalla chiesa cattolica con un gesto semplice quanto chiaro: con una raccomandata inviata alla parrocchia in cui sono stati battezzati, chiedono che un’annotazione sul registro dei battezzati indichi che si prende atto della loro “inequivocabile volontà di non essere più considerati aderenti” alla chiesa cattolica.
‘Sbattezzo’ significa infatti cancellazione degli effetti civili del battesimo, ossia l’elementare diritto, stabilito da un provvedimento del Garante per la Privacy, di non essere più considerati dallo Stato come “sudditi” della Chiesa, “obbedienti” e “sottomessi” alle gerarchie ecclesiastiche.
Non si tratta di un contro-rito che annulla gli effetti religiosi del sacramento. È piuttosto un segno della necessità di una bonifica statistica dei dati sull’effettivo numero dei cattolici in Italia. La chiesa tende a considerare credenti tutti i battezzati anche quando questi non praticano o hanno addirittura cambiato religione. E di quei numeri si fa forte per le sue pressioni sulla politica.
Per questo motivo oltre mille persone in Italia e quasi un centinaio a Cagliari (il capoluogo di provincia con più adesioni in proporzione alla popolazione) hanno deciso unirsi all’UAAR in una giornata simbolo, così da fare della propria scelta un segnale evidente.
Il positivo riscontro avuto dai cittadini di Cagliari e provincia è in parte dovuto alla recente visita del papa in città e al comunicato stampa che, in quella occasione, l’UAAR di Cagliari aveva inoltrato e che ha avuto un’eco nella stampa locale. Molti degli “sbattezandi” si sono detti indignati per tale sperpero di danaro pubblico: in una regione in cui sembrano sempre mancare i fondi per interventi risolutivi di problematiche annose, i milioni spesi per 10 ore di visita papale sono stati quanto meno eccessivi.
Si ricorda che lo “sbattezzo” è possibile in qualunque momento – e non solo in occasione delle Giornate Nazionali. Le informazioni e i moduli sono consultabili sul sito dell’UAAR: www.uaar.it.
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Articolo dell'UNIONE SARDA (26/10/2008)
Giornata dello sbattezzo: in 89 abbandonano la Chiesa
La manifestazione organizzata dall'Unione degli atei e degli agnostici razionalisti). «La visita di papa Ratzinger ha convinto in tanti a cancellare il proprio battesimo», dice il responsabile regionale.
Si sono presentati in 89: il numero più alto in tutta Italia. Sono i cagliaritani che hanno deciso di partecipare alla “Giornata dello sbattezzo” e che, nell'ultima settimana, si sono presentati nella sede cittadina di via Bacaredda dell'Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti) per portare i moduli che poi sono stati spediti ai parroci delle parrocchie interessate.
Una giornata scelta non a caso: il 25 ottobre di cinquant'anni fa, la Corte d'appello di Firenze assolse il vescovo di Prato che aveva denigrato una coppia di giovani sposati civilmente. Una sentenza giustificata con l'affermazione da parte della Corte che i due giovani erano “suoi sudditi perché battezzati”.
Ieri, “Giornata dello sbattezzo”, i responsabili dell'Uaar hanno raccolto tutti i moduli e si sono recati alle Poste per spedirli tramite raccomandata. Agli sportelli si sono presentati, appunto, con ottantanove “moduli di sbattezzo”. «Abbiamo trovato», afferma Stefano Incani, coordinatore regionale dell'Uaar e del circolo cagliaritano, «uno sponsor inatteso in papa Ratzinger. L'effetto delle sua visita in città ha convinto tante persone a cancellare il proprio battesimo».
“Essendo stato sottoposto a battesimo nella Sua parrocchia, in una data a me non nota ma presumibilmente di poco successiva alla mia nascita”, si legge nel modulo di sbattezzo, destinato al parroco interessato, “desidero che venga rettificato il dato in Suo possesso, tramite annotazione sul registro dei battezzati, riconoscendo la mia inequivocabile volontà di non essere più considerato aderente alla confessione religiosa denominata Chiesa cattolica apostolica romana”.
Ma perché tante persone hanno deciso di compilare questo modulo? «In primo luogo», risponde Incani, «questo atto va considerato un controrito e non è certamente una cosa folkloristica. Ci sono varie ragioni per sbattezzarsi. È vero, situazioni come quella che si è verificata a Prato non avverranno più. Ma, per esempio, che cosa potrebbe accadere per il testamento biologico? Magari potrebbe essere limitate le scelte di una persona soltanto perché è battezzata e, dunque, soggetta ai principi cattolici». E c'è anche un aspetto numerico. «Si dice che il 90 per cento degli italiani sia cattolico perché, appunto, è stato battezzato. Ecco, con questo atto, vogliamo che la realtà venga fotografata con numeri più reali».
MARCELLO COCCO
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